Cos’è il dolore cronico?
Si parla di dolore cronico quando il dolore persiste per oltre 3 mesi, anche dopo la guarigione del tessuto inizialmente coinvolto.
Non è solo un sintomo: è una condizione complessa che coinvolge:
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sistema nervoso
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sistema muscolo-scheletrico
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componente emotiva
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meccanismi di sensibilizzazione centrale
Perché il dolore continua anche quando “non si vede nulla”?
Nel dolore cronico può avvenire una ipersensibilizzazione del sistema nervoso.
Questo significa che:
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il dolore può persistere anche in assenza di danno attivo
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il sistema nervoso diventa più reattivo
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il corpo mantiene uno stato di allerta
È il motivo per cui molti pazienti sentono:
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rigidità costante
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dolore diffuso
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fastidio anche a piccoli movimenti
Le condizioni più frequenti associate al dolore cronico
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lombalgia persistente
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cervicalgia
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fibromialgia
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cefalea tensiva
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dolori articolari recidivanti
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esiti di traumi non risolti
Il ruolo dell’osteopatia nel dolore cronico
L’osteopatia non sostituisce la terapia medica, ma può integrarsi nel percorso.
Può contribuire a:
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migliorare la mobilità articolare
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ridurre le tensioni miofasciali
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modulare la percezione del dolore
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migliorare la respirazione e la biomeccanica
Nel dolore cronico l’obiettivo non è “spegnere il dolore in una seduta”, ma:
migliorare la funzionalità e ridurre il carico sul sistema nervoso.
L’importanza dell’approccio multidisciplinare
Nel dolore cronico è spesso utile un approccio integrato che può includere:
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medico specialista
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fisioterapia
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esercizio terapeutico
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supporto psicologico
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osteopatia
Quando rivolgersi a uno specialista?
In presenza di:
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dolore notturno persistente
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perdita di peso inspiegabile
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febbre
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deficit neurologici
è fondamentale prima una valutazione medica.
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